FUTUR-E, QUAL È IL FUTURO DELLA CENTRALE DI SANT’IRENE?

Graziano: Otto mesi di ingiustificabile silenzio. Cosa ci sta dietro?


CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Sabato, 14 Ottobre 2017 – Bonifica, riqualificazione e rilancio dell’area industriale Enel di Sant’Irene-Cutura: che fine ha fatto il programma Futur-E? Da otto mesi, ormai, da quando si sono chiuse le procedure per la valutazione dei progetti di interesse per l’acquisizione e il riutilizzo della superficie in cui sorge l’impianto di produzione elettrica, non si sa più nulla. Ed almeno, alla luce di questa stasi, ogni buona intenzione a voler garantire un avvenire al sito della centrale sembra essersi misteriosamente dissolta nel nulla. Cosa ci sta dietro? Cosa i cittadini non sanno di quello che sta avvenendo? I ritardi sono imputabili alla politica oppure ad un ripensamento di Enel, legittima proprietaria dell’area?

Sono, questi, dubbi e quesiti posti dal Segretario questore del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Graziano, che oggi, dopo l’incontro programmatico e di valutazione tenutosi lo scorso 16 febbraio presso la Cittadella della Regione a Catanzaro, al quale, insieme ad Enel hanno preso parte le Istituzioni locali e territoriali, torna a chiedere certezze sul futuro dell’area industriale di Sant’Irene-Cutura.

I cittadini del territorio dell’Area urbana Corigliano-Rossano, ormai prossima a diventare un’unica realtà municipale – dice Graziano – insieme all’intera popolazione della Sibaritide, hanno il diritto di sapere e di confrontarsi su quale sarà la sorte della centrale Enel di Sant’Irene-Cutura. All’esito del bando di Futur-E e alla valutazione delle idee progettuali sono giunti interessi concreti da parte dei privati? Se sì – chiede il Consigliere regionale – si tratta di progetti compatibili con le prerogative e le aspirazioni del territorio? O viceversa tutto tace per mancanza di reali interessi a concretizzare l’acquisizione dell’area industriale? In quest’ultimo caso – avverte il Segretario questore – è opportuno che Enel, dal momento in cui ha avviato a dismissione almeno uno dei due impianti termoelettrici, quello costruito negli anni ’70 ed alimentato a olio combustibile, provvedi alla bonifica e caratterizzazione dell’area, così come da accordi sottoscritti con il Comune di Rossano all’epoca della realizzazione della centrale. Diversamente, il territorio della Sibaritide rischia di ritrovarsi a vita con un mausoleo in ferro e cemento armato lungo la costa che ne continuerà a compromettere lo sviluppo dell’economia turistica. I cittadini, pertanto, sarebbero ben lieti di sapere qual è il destino riservato alla centrale di Sant’Irene-Cutura che – ricorda Graziano –, insieme al porto di Corigliano, rientra di diritto in quel piano di sviluppo organico della Sibaritide, ormai pronta, considerati anche i processi nazionali che vedono l’economia in una fase di crescita post crisi, a programmare un nuovo sviluppo. Per questo – aggiunge – è opportuno che anche i Sindaci di Rossano e Corigliano, con il Governo regionale e le istituzioni territoriali, vengano informati sulle sorti di quest’area, ormai decadente ma che ha potenzialità per il futuro. Diversamente, i cittadini – conclude Grazianoavranno buone ragioni per ritornare in piazza e chiedere lumi sul futuro di una struttura che, seppur privata e dismessa, continua ad avere un valore pubblico e sociale di grande rilevanza.

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